DOMANDE E RISPOSTE :

1) il contenitore (in plastica o vetro) dev’essere per forza trasparente o anche opaco ?

Il contenitore può essere opaco (se vedi i video della sig.ra Cheng usa anche i fusti blu).

2) i fermentati devono stare al buio o alla naturale luce di una stanza? (magari non proprio a luce diretta)

possono stare alla luce naturale, anche fuori, ma non al sole diretto

3) la frutta e la verdura,oltre ad essere pulita,di qualità etc etc, dev’essere mondata dai semi,per le bucce invece, è bene metterle o no?

qualità della merce di partenza = qualità del fermentato. Consigliabile quindi frutta, erbe, verdura biologica, biodinamica, spontanea.. se usi materia prima scadente, i microorganismi dovrebbero migliorarla con la fermentazione, ma per avere un buon prodotto dovrai aspettare più tempo prima di usarlo. Come regola generale per la frutta ok con la buccia, anzi meglio. perchè spesso molti principi attivi sono proprio lì. Per le erbe si preferisce mettere le foglie di solito. Se parti diverse della pianta possono essere utilizzate, è preferibile fare fermentati distinti, per avere una omogeneità di fermentazione; per intenderci: i fiori fermentano prima delle foglie, le foglie prima delle parti legnose e delle radici

4) la verdura o la frutta, vanno scelte in base all’uso di destinazione prescelto oppure non importa ma quello che fa la differenza è l’età del fermentato? mi spiego meglio se si fa un fermentato di aglio  ha più effetto di un fermentato di mela (a parità di “stagionatura”)?

 Nel lungo periodo (5/ 7 anni) probabilmente le differenze si accorciano molto…ma l’uso di una pianta specifica per quel problema fa la differenza… Se invece vengono usati per  per pulire o irrorare terra e piante si possono fare  anche con gli sfalci dell’erba e gli scarti organici della cucina!! Va considerato che Pa Cheng sostiene che il fermentato migliore che esista è quello degli scarti di cucina, perchè ha varietà nutrizionale molto estesa, anche se ha tempi lunghissimi; poi ognuno trova i propri frutti preferiti, anche in base ai propri gusti.

5) dopo i primi mesi, se la fermentazione va a buon fine, si possano consumare alimentarmente parlando,come e in che quantità ? in che caso vengono diluiti con acqua e in che proporzioni?

Non c’è una risposta fissa, ognuno trova le proprie quantità… l’unico limite è la quantità eccessiva, e per eccessiva si intende una quantità esagerate come mezzo litro al giorno. Comunque se ci si beve molta acqua diventa secondaria anche la quantità. Si può per esempio prendere l’abitudine di aggiungere fermentati a tutta l’acqua che si beve.

6)  Non è detto che si formi la gelatina,in caso affermativo,vale la domanda sopra, me la mangio così, a piacere? e in che quantità?

La gelatina ha svariati usi oltre a mangiarla tale e quale: si può usare per attivare nuovi fermentati, per curare quelli in difficoltà, per cucinare, per preparare frullati, marmellate, dolci vari, per preparare creme o saponi naturali, per applicare su dermatiti, ferite, scottature. Le gelatine sono agglomerati di microrganismi che hanno la stessa efficacia del succo fermentato, anzi superiore.

7) Un fermentato anticancro come e in che quantità giornaliere deve essere consumato?

L’uso terapeutico è più particolare, perchè la purificazione dell’organismo porta effetti collaterali e dolore, quindi è sempre meglio partire da dosi basse (poche gocce) e via via incrementare fino a trovare una dose che non provochi troppa sofferenza, ma sufficientemente potente.

8) si parla di fermentati di 5/10 anni, questi fermentati sono sigillati  e non toccato per 10 anni, oppure si intende che i  fermentati sono composti,consumati e “rabboccati”? in questo caso,come e con che quantità/proporzioni si possono rimpiazzare le quantità consumate?

 In teoria no, se destini un fermentato alla maturazione lunga non lo devi toccare, se non nel periodo iniziale, ma anche qui ci sono molte varianti e ci si può sbizzarrire a sperimentare. Si può anche decidere di aprirlo dopo 2 anni e togliere il fermentato e rabboccare per far ripartire, ma rallenteresti il processo e il tuo fermentato di 5 anni ne avrebbe poi 4 e mezzo… ma non ci sono regole ne numeri invariabili

 9) vedo che in genere i pezzi sono abbastanza grossi. E’ un errore tagliare finemente il materiale oppure è meglio lasciarlo grossolano?

Non è un errore, anzi è meglio, ma avrai la pazienza di farlo con tutti i fermentati se ne farai migliaia di litri come faccio io ?

E’ anche una questione di tempi, se ne farai molti non servirà nemmeno tagliare la frutta (i Thai per esempio mettono quasi sempre la frutta intera

10) il super fermentato anticancro viene fatto con prodotti che qui in italia non si trovano, aloe a parte.In alternativa, con quali frutta e/o verdura, coltivabili in italia, si può preparare?

Ci sono moltissimi superfrutti e si possono trovare dei consigli nella pagina dei superfrutti  le fragole sono un superfrutto, il kiwi, i frutti di bosco, il melograno, l’avocado si trova anche in Italia, la rosa canina e tutti i frutti con alto contenuto di vitamina C, l’uva. Il problema è trovarli di buona qualità, bio e non OGM; pomodoro, rapa rossa, cavolfiore, aglio. Nei mercati orientali si può trovare curcuma e zenzero, che sono prodotti fantastici, ma anche timo, rosmarino, salvia hanno ottime qualità nutrizionali e azione anticancro.

11) se si vuole fare il fermentato misto usando  l’umido di cucina (resti di frutta bucce etc)  per  fare un  fermentato potente, ci si può trovare  dentro molti ossi di pesca,albicocche,susine e affini….. si possono  metterci anche quelli? e se sì, interi o considerata la consistenza è meglio  frantumarli?

 

In questi casi bisogna stare attento però a mettere scarti ben lavati e freschi, non mettere parti scure, marciscenti, bacate. Si mette tutto, noccioli, scorze, gusci. Se si rompono è anche meglio. Gli scarti vanno  trattati  come  la frutta fresca, lavati  bene e messi subito nel contenitore. Un suggerimento, dato che lavare gli scarti non è per niente comodo ne piacevole, è  molto meglio lavare tutto quando si  porta a casa la spesa, tutto durerà di più, se sono prodotti che vanno messi in frigo  igienizzano anche il frigo e non si producono batteri… molto meglio se prima si  lava anche il frigo con un po’ di aceto di mele. Quindi quando si consuma la frutta basta mettere bucce, ossi o semi nel contenitore

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LINK

http://www.naturaepiacere.it/blog/curarsi-con-i-batteri/

http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/flora-batterica.html

http://www.organicconsumers.org/articles/article_28994.cfm

http://www.damiduck.it/EM.htm#La_propensione_dei_microrganismi_a_seguire_il_leader